|
Carlo Pestelli č figlio illegittimo della scuola torinese della canzone, quella - tanto per intenderci - nata sotto il peso dell’ereditā di Cantacronache e della dichiarata influenza dell’amico-maestro Fausto Amodei. Un’ora d’aria, produzione attesa e matura lo vede accanto a una nutrita schiera di amici e collaboratori in un percorso di parole e musiche che viene arricchito per l’occasione dalle originali opere di Cristiana Daneo e dalle illuminanti parole di Pier Mario Giovannone che fra l’altro scrive: “Tra blues, folk, flamenco e significante di parole si muove l’architettura di questo Un’ora d’aria. A cantare un’epoca senza epica, un tempo di corsari avari imbrigliati nel meridiano laccato di un congegno a capitale atrofizzato. Sono pietre di fionda, mosse da un pungolo, da un ronzio che David ha in testa “con sempre nella testa quel rumore”) e che diventa avamposto per chi tira a Golia, e ossigeno per chi ascolta senza volersi riparare.
|