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Una ricerca sul campo condotta tra il 2003 e il 2005 tra gli anziani contadini di Riccia, nell’area montuosa del Fortore: una zona di confine, un crocevia tra il Sannio e la Capitanata. Una comunitą che aspettava dal 1903 (Riccia nella storia e nel folkore, di Berengario Galileo Amorosa) una nuova e aggiornata monografia antropologica. La ricchezza dei materiali sonori č dovuta a un lavoro capillare di ricerca nelle contrade della “Leggera”: la memoria di un’umanitą povera e solidale. Canto monodico femminile e organetto diatonico predominano nel paesaggio sonoro della “Leggera” riccese, assieme alla persistenza della zampogna e della ciaramella e al radicamento del canto satirico. Ricco repertorio di canti religiosi e di pellegrinaggio e di canti di lavoro: mietitura e trebbiatura. Canti rituali: novena di Natale, maitenate di Capodanno, Carnevale e rito primaverile del Maggio (di origine slava: “u Maje”). Alcune lezioni di canti narrativi, stornelli e canti di guerra, canti dei carrettieri e ancora: serenate, ninne nanne, lamento funebre, canti iterativi, tiritere. Un lavoro fatto ‘in casa’, da ricercatori ‘nativi’. Una ricerca etnografica legata a un lavoro culturale sul territorio, per ri-costruire un’identitą locale utile per affrontare le sfide del mondo globale e dell’impoverimento culturale alla quale siamo sottoposti.
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Antonio Fanelli (1982). Dottorando di ricerca in “Antropologia, storia e teoria della cultura” presso l’Universitą di Siena. Fa parte della Giunta Esecutiva dell’Istituto Ernesto de Martino di Sesto Fiorentino. Ha pubblicato una monografia su Alberto Mario Cirese e ha curato con Pietro Clemente il libro-dvd “L’albicocco e la rigaglia. Un ritratto del poeta Realdo Tonti (Gorče, 2009); collabora con le riviste “Lares” e “il de Martino”.
Giuseppe Moffa (1979): musicista e cantautore. Diplomato in chitarra classica presso il Conservatorio “L. Perosi” di Campobasso. Ha realizzato un cd dedicato alla zampogna dal titolo: “Produzione propria. Sei motivi per suonare la zampogna” (2007) e ha pubblicato un album: “Non investo in beni immobili” (Italy Music – Irma Record, 2009). Il suo nome d’arte “Spedino” deriva dalla tradizione familiare di musicisti. Con la formazione “Giuseppe ‘Spedino’ Moffa e ‘Co.mpari” si č esibito in numerosi Festival nazionali.
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