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Salvatore Villani, La voce del Gargano. L’artista e l’etnomusicologo

Il racconto retrospettivo di Salvatore Villani della propria vita di artista e di ricercatore è una bella occasione per fare i conti con un ampio scorcio di storia culturale italiana, non solo del Gargano di cui Villani – nato a Rignano Garganico – è originario. Nelle pieghe della storia di questa variegata personalità di studioso, mediatore ed esecutore di musiche della propria terra, si rintracciano passaggi cruciali del pensare lo studio delle forme di tradizione orale e delle culture popolari del sud Italia. Ricercatore delle tradizioni musicali garganiche, curatore di monografie discografiche sui repertori sacri e profani, Salvatore Villani è una personalità di ampia cultura musicale.

Ez Kurdistan im

#CONSIGLIATOBLOGFOOLK

di Ciro De Rosa – Bloogfolk Magazine

Per Kurdistan si intende la vasta area abitata in prevalenza da popolazioni di etnia curda. Parliamo di un territorio di circa 450 mila kq. Il Kurdistan è una nazione, ma non è uno Stato indipendente l’area riconducibile alla nazione curda è divisa fra Turchia (la maggior parte del Kurdistan è situato all’interno dei confini turchi), Iran, Iraq e Siria. Comunità curde si trovano anche in Armenia e Azerbaigian, così come massiccia è la diaspora curda in Europa. «Io vengo dal Kurdistan, il paese che non c’è, come sapete. Esiste ma non c’è», così esordisce Hevi Dilara, nativa di Urfa, l’Edessa degli antichi romani, che è la curatrice, con Sandro Portelli, del CD-book. Quella della poetessa e cantante, rifugiata politica e attivista culturale, è una delle “Quattro storie parlate” (le altre sono quelle di Serhat Akbal, Cahide Ozel e Mem Alan) fissate in questo disco e trascritte nel booklet di 66 pagine che lo accompagna. Parliamo di “Ez Kurdistan im”, il cui sottotitolo è “Musica dal Kurdistan in Italia”, nuovo capitolo della collana Crossroads, prodotto del progetto “Roma Forestiera”, che documenta il fare musica dei nuovi italiani, realizzato dal Circolo Gianni Bosio e pubblicato dall’editore Nota. La musica curda utilizza i modi tradizionali (makam) della musica mediorientale; i canti sono monodici, a carattere strofico, con uno strumento, quasi sempre un cordofono a manico lungo, a sottolineare il messaggio del testo.