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Nel cuore della Romagna, a Sogliano al Rubicone (FC), si conserva un fondo di eccezionale valore per la storia della registrazione sonora: la collezione Parenti, oggi Museo del disco d’epoca. A partire da questa straordinaria raccolta, il volume si concentra su un corpus storicamente rilevante, finora poco studiato: i dischi Pathé da 50 cm.
Il presente studio si colloca nel dibattito sulla validità euristica delle registrazioni sonore, evidenziando come una catalogazione rigorosa sia condizione necessaria affinché esse possano costituirsi quali documenti d’analisi a sostegno dell’indagine storica e dell’analisi scientifica.
A Sogliano al Rubicone (FC), è conservato un fondo di eccezionale valore per la storia della registrazione sonora: la collezione Parenti, oggi Museo del disco d’epoca. Questo patrimonio, nato dalla passione di Roberto Parenti, si distingue per l’ampiezza e la natura eterogenea delle risorse documentarie. A partire da questa straordinaria raccolta, il volume si concentra su un corpus storicamente rilevante, finora poco studiato: i dischi Pathé da 50 cm, la cui indagine è ostacolata dall’assenza delle fonti aziendali relative al periodo acustico.
Il libro ricostruisce le dinamiche societarie, gli sviluppi tecnologici e le strategie commerciali della compagnia francese. I prodotti Pathé rivelano precise logiche di mercato: dall’esame dell’intero nucleo di dischi Pathé della collezione Parenti emergono infatti dati significativi relativi sia alla filiera produttiva sia alle strategie editoriali della casa discografica francese.
Il volume si articola in tre capitoli. Il primo ricostruisce la storia della collezione Parenti e la nascita del Museo del disco d’epoca. Il secondo è dedicato alla casa discografica Pathé. Il terzo discute i fondamenti metodologici della discografia come disciplina, indispensabili per la trasformazione epistemica della registrazione sonora da mero prodotto di consumo a documento storico suscettibile di analisi scientifica. In appendice figura il catalogo dei dischi Pathé da 50 cm conservati nel Museo.
Anita Posateri ha conseguito il dottorato di ricerca in Arti visive, performative, mediali nell’Università di Bologna, in cotutela con la Universidade NOVA de Lisboa. Svolge le sue ricerche in ambito discografico, con enfasi sugli aspetti storico-culturali e tecnico-artistici del periodo acustico, sul rapporto tra prassi esecutiva dal vivo e in studio di registrazione, e sull’approccio critico e analitico al documento fonografico. Insegna Antropologia musicale e storia del disco nel Master in Produzione e promozione della musica dell’Università di Bologna.
È vicepresidente di Tracce Collettive ETS, dove coordina le attività scientifiche e culturali. Tra le sue pubblicazioni figurano le voci per il DEUMM online dedicate a Eugenia Mantelli, Armida Parsi, Elisa Bruno, Clara Butt, Jeanne Gerville-Réache e Gabriella Besanzoni (2024).
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