Descrizione
Negli anni che seguono il boom economico, il disco in vinile diventa in Italia uno strumento centrale nelle pratiche politiche e culturali dei militanti e delle militanti: oggetto della “cultura di massa” e uno dei simboli del nuovo benessere, il microsolco viene rapidamente (e paradossalmente) identificato da subito come possibile strumento di lotta e di dissenso, veicolo di propaganda e controinformazione, e attivatore di comunità politiche. Nello stesso 1958 che segna l’avvio del “miracolo italiano”, comincia le sue pubblicazioni Italia Canta, etichetta legata al PCI, che produce i primi dischi del Cantacronache. Poco dopo, inizia la lunga stagione dei Dischi del Sole e di numerose altre etichette ufficiali e informali, impegnate nella diffusione di canzoni, suoni di piazza, montaggi sonori, comizi, registrazioni sul campo.
A partire dal materiale raccolto nell’ambito del progetto PRIN 2022 Atlante della discografia antagonista. Italia 1958-1980, il volume propone cinque casi di studio dalla discografia politica italiana. Antonio Fanelli si dedica al ruolo del fondatore del Nuovo canzoniere italiano, Gianni Bosio, concentrandosi sul suo originale uso del disco in un pionieristico progetto di storia orale ante litteram. Alessia Masini si dedica invece all’epopea dei canzonieri comunisti emiliani, Il canzoniere delle Lame e Il Contemporaneo, che pubblicano decine di dischi e prendono parte a centinaia di concerti lungo tutti gli anni settanta.
Nello stesso decennio si situa anche la vivace attività discografica di Lotta continua, al centro del saggio di Tommaso Rebora. Jacopo Tomatis analizza invece un campo poco battuto, quello della discografia della destra neofascista, in particolare intorno alla produzione legata al Bagaglino e a Leo Valeriano, il primo “cantautore di destra” in Italia. Infine, a Lorenzo Urbano spetta di tirare le fila dell’uso e della sopravvivenze dei repertori antagonisti nella contemporaneità, inseguendo le tracce delle “tribù sonore” che riattualizzano il passato politico intorno ai suoi suoni, fissati su disco e patrimonializzati.
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