Truòisparìs, la coraggiosa marcia di Franco Giordani lungo ‘sentieri scomparsi’
/in RecensioniIl polistrumentista friulano torna con la seconda opera autografa. Questa volta si sposta in Valcellina dove utilizza una personale miscela di dialetti per dipingere, attorniato da ospiti illustri, piccoli-grandi affreschi di provincia. Il curatissimo booklet contiene anche un racconto inedito di Mauro Corona
“Jose e Davide”, un cd musicale dalla sceneggiatura di Fenoglio
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Amava cantare, Beppe Fenoglio, come era solito ricordare il maestro Cerrato, suo speciale amico. Gli si intona dunque il «concept album» Jose e Davide di Mauro Carrero che domani sera verrà presentato ad Alba, ore 21, Auditorium della Fondazione Ferrero, ricorrendo i vent’anni del Centro documentazione intitolato all’artefice del Partigiano Johnny.
Nove canzoni scritte e interpretate da Mauro Carrero. Un «film-spartito» liberamente ispirato alla sceneggiatura cinematografica che Fenoglio, accomiatatosi nel 1963, lasciò incompiuta dopo averne a lungo discusso con il regista milanese Gianfranco Bettetini.
L’idea di Jose e Davide era maturata – ricorda Edoardo Borra, introducendo il libro-cd per Nota edizioni di Udine – nel 1961, in gennaio e in febbraio, quando Alba partecipò a «Campanile Sera», gioco a quiz televisivo, presentatore Enzo Tortora, schierando un «pensatoio» di cui faceva parte lo stesso Fenoglio.
Non considerava forse la Langa, il «cronista» dei Ventitre giorni della città di Alba, una «terra vergine cinematograficamente»? Per questo, anche per questo, pose mano a Jose e Davide, una storia «di fuoco», non di guerra civile, ma familiare, riecheggiante il dramma mai appassito di Abele e Caino, così nelle corde di chi si considerava un guerriero di Cronwell con la Bibbia nello zaino.
Jose e Davide, due fratelli arpionati da un conflitto che si arroventerà fino alla tragedia. Jose che lavora a Torino, all’Urbiochimica, e convive con la veneta Maria, scappato «dalla terra – avverte Fenoglio – per pura disperazione, non sopportando più il dispotismo del fratello Davide». Davide incardinato a San Benedetto Belbo (l’indimenticato incipit della Malora: «Pioveva su tutte le Langhe, lassù a San Benedetto mio padre si pigliava la sua prima acqua sottoterra»), un’esistenza grama in una cascina isolata, in cresta, di quelle che salverà fotograficamente Aldo Agnelli.
Non ultimò la sceneggiatura, Beppe Fenoglio, ma vi trasse un racconto «del parentado e del paese», apparso postumo, Ferragosto. Testimoniando ulteriormente una inestirpabile, viscerale fedeltà alle indigene zolle, perché «Sangue è sangue».
I canterini di Balilla Pratella
/in Recensionidi Guido Festinese – Giornale della musica
Un bel libro Nota di Susanna Venturi ricostruisce le vicende dei cantarê romagnoli di Russi
Susanna Venturi
I cantarê. I Canterini romagnoli di Russi dagli anni Trenta a oggi
Geos Nota Book
Quante vicende che illuminano con squarci di luce improvvisa angoli rimasti in ombra della storia della nostra musica attendono ancora di essere raccontati? Probabilmente innumerevoli. E ogni volta che si racconta una storia, è ben e evitare di dare definizioni e assestamenti storiografici definitivi, perché la storia delle musiche è fatta di intrecci così fitti che ogni volta la trama sembra essere costruita con apporti diversi, poco considerati. Bene dunque che l’operosa acribia di qualche studioso riservi ancora sorprese e infranga silenzi decennali, se alla fine il risultato è, come sempre, conoscere meglio noi stessi, la nostra storia, e dove probabilmente (non necessariamente) calcheranno la terra i passi della musica di domani.
Mauro Carrero – Jose e Davide
/in Recensioni“Tutto cominciò che nostro padre mancò un giorno dell`estate del `56”: inizia così Jose e Davide, una narrazione sceneggiatura, un pugno di canzoni composte dal torinese Mauro Carrero, che sanno di Langa, di dopoguerra, di fatica e di resistenza, autenticamente folk rock, appese fra il suono nostalgico della fisarmonica e quello energico della chitarra elettrica. La narrazione sceneggiatura è quella di Beppe Fenoglio, indiscusso maestro del romanzo italiano, che alla sua morte lasciò incompiuta una sceneggiatura cinematografica, collegata al soggetto del racconto postumo “Ferragosto”. La Fondazione Ferrero di Alba ha deciso quindi, in collaborazione con il Centro di documentazione Beppe Fenoglio, di commissionare il progetto al polistrumentista Carrero, che si avvale di un affiatato gruppo di musicisti.
Federico Sirianni – Il Santo (Nota, 2017)
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A quattro anni dal bellissimo “Nella Prossima Vita”, confezionato con Gnu Quartet, ritorna Federico Sirianni, una delle migliori penne della sua generazione, legato al cantautorato italiano classico e alle influenze americane, sempre decisamente e piacevolmente distante dall’universo indie che tanto stuzzica l’interesse e l’affetto di media e operatori del settore distratti e compiacenti. Senza ulteriori preamboli, “Il Santo” è un disco intrigante, lucido e poetico nella scrittura, ricco di influenze di autori che Federico ha masticato,Mauro Carrero – Jose e Davide elegante booklet con cd ispirato allo scrittore Beppe Fenoglio
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Tre arti che si miscelano: cinema, musica e scrittura! Jose e Davide nasce anni fa come spettacolo ed ora è un racconto in nove canzoni liberamente ispirato alla sceneggiatura cinematografica di Beppe Fenoglio.
Dobbiamo separare la fama dello scrittore da questo booklet, sennò uno influenza l’altro e non è giusto nei confronti dell’artista che l’ha concepito. Partiamo allora proprio da Mauro Carrero, del quale è evidente e palpabile la passione che ha messo in questo progetto e mi immagino anche il gran sudore per realizzarlo, magari consumando le canoniche sette camice.
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Ensemble Bîrûn – I compositori greci del maqâm ottomano (Nota, 2017)
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Da cinque anni l’Istituto Interculturale di Studi Comparati (IISMC) della Fondazione Cini di Venezia organizza un seminario di alta formazione sulla musica ottomana, cui accedono borsisti internazionali, sotto la direzione musicale di Kudsi Erguner e il coordinamento di studio e ricerca di Giovanni De Zorzi. Tra i prodotti del lavoro seminariale in residence c’è il concerto finale di presentazione che, in seguito, diventa un CD-book pubblicato dalla label friulana Nota Records nella collana “Intersezioni musicali”, diretta da Giovanni Giuriati. “Blogfoolk” si è occupato dei lavori precedenti del Bîrûn, a partire dal primo album introduttivo, che ci ha fatti entrare nel mondo dei compositori della corte ottomana (nel 2013 è stato disco del mese di “Blogfoolk”. Si legga l’intervista a De Zorzi qui).Federico Sirianni – Il Santo…benedetta sia la erre moscia ..
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Schiuma rabbia cantautorale, anche se produce un disco ogni 4/5 anni, perché …scrive per sopravvivere… è tutto intorno che c’è odore di letame: un buon lavoro, ben confezionato, tra fiori nell’immondizia ed un cielo grigio acciaio.
Il suo nome gira nello showbiz da qualche tempo e questo disco (in cui campeggia il grande Buster Keaton) vede la sua vena poetica diventare qualcosa di maturo, comunicativo ed assai ammaliante..
Nei primi brani anche la chitarra di Eugenio Odasso merita esser citata. Ma tutto Il Santo trabocca (oltre che di vino e cianuro..) di ospiti, cameo, partecipazioni: come quella di Arturo Brachetti e Paolo Bonfanti: sono tutte buone canzoni, costruite in modo intimo a tratti (vedi ad esempio la struggente A chi serve, ma anche Il campo dei miracoli) fin troppo introspettive, sempre basate sulle rime baciate .. tanto care a quasi mille anni di produzione poetica! Difficile dire cosa serve a Sirianni per fare il salto di qualità ed arrivare alla meritata notorietà o ad un posto al sole più dignitoso: ha tutto dalla sua parte, compresa una presenza fisica che non può passare inosservata. E poi c’è quella erre moscia che è quasi un marchio di fabbrica … Continua a leggere
Valter Colle
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