Maestri greci a Istanbul
Giovanni De Zorzi racconta il lavoro dell’Ensemble Bîrûn sul repertorio ottomano
di Alessio Surian – Il Giornale della musica
Quello dedicato ai compositori greci è un cd che fa parte di un progetto pluriennale che vede impegnate Nota e la Fondazione Cini di Venezia. Dal 2012, con la sapiente regia di Giovanni De Zorzi, la Fondazione ospita “seminari” condotti dal maestro Kudsi Erguner e dedicati ai repertori della musica ottomana. Tre i lavori precedenti dell’Ensemble Bîrûn: un primo cd introduttivo dedicato a chi componeva alla corte ottomana (2012) e due successivi lavori che hanno approfondito i repertori di compositori armeni (2013) ed ebrei sefarditi (2015). Il nuovo lavoroI compositori greci del maqâm ottomano, appena pubblicato da Nota nella serie diretta da Giovanni Giuriati “Intersezioni musicali”, vede undici musicisti da diversi paesi a fianco di Kudsi Erguner.



Nel 1964 al Festival dei due Mondi di Spoleto fu rappresentato lo spettacolo “Bella Ciao” a cura di Gianni Bosio e Roberto Leydi per la regia di Filippo Crivelli.
Questa raffigurazione sonora o grande opera a più voci e tanti strumenti, magistralmente diretta da Giovanna Marini, risponde alle multiformi istanze di libertà, volontà di conoscenza storica, di acquisizione di diritti collettivi e molto altro che solo il canto sociale può rappresentare.
La musica popolare rinasce nella musica colta. Sembra una contraddizione in termini, perché si parla di mondi lontanissimi. Eppure, quando ci accostiamo ad essa con rispetto, curiosità, intelligenza e freschezza creativa la musica popolare trova nuova vita: la melodia, vestendo nuovi abiti, si rigenera, le radici non si perdono, l’identità non sbiadisce. Operazione pericolosa? Difficile? Certo che sì, ma è una bella sfida, di quelle che non puoi non raccogliere. Così ha fatto, con successo, Orio Odori, musicista (eccellente al clarinetto) e compositore dai mille interessi, dalla cameristica a Zappa, dai colori balcanici alla…. Toscana.

Considerata una delle raccolte di fields recordings di riferimento per lo studio della cultura contadina della Toscana del Novecento, l’Archivio di Dante Priore è andatosi componendo negli anni, attraverso ilsuo lavoro di insegnante al fianco dei suoi alunni, sensibilizzati alla riscoperta delle radici della tradizione orale della loro terra. In particolare, nonni e genitori dei suoi allievi sono stati i primi informatori di questa straordinaria opera di ricerca, intrapresa nel territorio del Valdarno battuto palmo a palmo, con un registratore tascabile, per catturare storie, aneddoti, canti, leggende e poesie in ottava rima, e perfezionatasi pian piano con un approccio scientifico ed antropologico sempre più accurato. Questo prezioso corpus di documenti che cristallizzano l’identità culturale toscana è stato oggetto di numerose pubblicazioni discografiche, a cui si aggiunge “Rapsodia Toscana. Echi e suggestioni di canto dall’Archivio Dante Priore” di Orio Odori, clarinettista e compositore toscano con alle spalle un articolato percorso artistico speso tra collaborazioni eccellenti con artisti come Arlo Bigazzi, Roger Eno, Paolo Lotti, Arturo Stalteri e Hector Zazou e fortunate esperienze in ambiti musicali differenti tra musica classica, contemporanea e jazz, tra cui non possiamo non citare Harmonia Ensemble e La Banda Improvvisa.


